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INTERVISTA - Avellino-Bisceglie, il doppio ex Ferrante: "Ci ho messo il cuore. Io tra i giovani per scovare i talenti del futuro"

di Domenico Brandonisio
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Avellino-Bisceglie sarà la partita del cuore per Lorenzo Ferrante. Biscegliese doc, ed ora responsabile del settore giovanile nerazzurrostellato, ha militato a più riprese con la compagine adriatica tra il 1976 ed il 1989, ma ha anche indossato la maglia dell'Avellino tra il 1979 ed il 1981. Ai microfoni di tuttocalciopuglia.com fa il punto su presente e passato. 

Buon pomeriggio signor Ferrante. Come procede la sua attività nel settore giovanile? 

"Non posso che essere soddisfatto. Abbiamo vagliato un po' di situazioni, tutto procede per il meglio anche se qualche tassello va ancora sistemato. L'impatto è stato positivo. L'obiettivo è trovare nuovi talenti biscegliesi, l'ultimo in ordine cronologico sono stato proprio io. Vorrei trovare un mio successore. Bisceglie in fondo è stata la piazza del mio lancio, guarda caso proprio ad Avellino. Sono tornato anche da allenatore e poi a casa. Sono orgoglioso di essere qui". 

Cosa ricorda, invece, della sua esperienza ad Avellino? Un biennio intenso, quello in Serie A. 

"Fu un biennio bellissimo e, nell'ultimo periodo, travagliato. Non solo per il terremoto, ma anche per la penalizzazione ricevuta a causa del 'Totonero'. Domenica tornarci sarà un piacere, amo il fatto di tornare a respirare quell'atmosfera. Ero nell'Avellino dei Marchesi, dei Vinicio. La partita che non dimenticherò mai è il derby contro il Napoli. In quegli anni militava coi partenopei un certo Krol, ricordo ancora che sul giornale il giorno dopo presi un voto molto alto. Fu l'apice della mia carriera". 

Avellino che, solo qualche anno fa, militava in B e sfiorava la A...

"Spero di rivederlo quanto prima in categorie importanti, cosa che auguro anche al Bisceglie. Magari in B, chi lo sa, un giorno. Sognare non costa nulla. Per gli irpini la voglia di grande calcio non può mica scomparire dopo un fallimento comunque doloroso". 

A proposito di Ferrante, un suo omonimo si sta mettendo in luce in questa stagione...

"Non fa parte della mia famiglia, ma sicuramente è il talento che maggiormente si è messo in evidenza negli ultimi anni. Ha grandi doti, testa e voglia. Se poi il cognome può essere un portafortuna, ben venga...". 

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