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Bitonto, mai promozione fu più meritata. La C vale un riscatto sociale

di Domenico Brandonisio
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Come lo scudetto della Roma nel 2001, parafrasando il buon Riccardo Cucchi, ex radiocronista di radio Rai: mai promozione fu più meritata. Perché, è vero, il Bitonto non ha disputato le ultime 8 partite di campionato causa Coronavirus (tra queste, trasferta a Foggia). Ma mai, neanche per un solo istante, la formazione guidata da Taurino ha mai dato la sensazione di non meritare di coltivare quel sogno tanto agognato. E che a breve diventerà ufficialmente realtà. Bisogna attendere il 3 giugno. 

I neroverdi sono l'unica squadra che in D (o una delle poche), in particolar modo nel girone H, ha emozionato, fatto divertire, sciorinato un calcio propositivo ed offensivo che in queste dimensioni è difficile da vedersi. Con un carattere ed una personalità da veterani: il 3-0 al Taranto, il pareggio di Cerignola, la vittoria in 30' contro il Grumentum, le goleade contro Fidelis Andria e Team Altamura. Dal 'Città degli Ulivi' e non solo il pubblico è spesso uscito col sorriso sulle labbra. E poi il primo posto, quel benedetto primato, mai sfuggito dall'inizio della stagione. E quando è stato afferrato lo scettro, non è stato mai più mollato. Con buona pace del Foggia, che comunque ha ancora modo di poter sperare. Un derby in C coi satanelli sarebbe cosa graditissima per il calcio regionale e non solo. E' inoltre la vittoria della difesa, semplicemente impenetrabile dati alla mano: da sempre è con la solidità delle stesse che si vincono i campionati. 

E' un sogno che si realizza per Patierno. Lui, bitontino doc, che ha sempre voluto tornare in C: è il suo sogno, ora può realizzarlo e con la squadra della sua città. Cosa chiedere di più? E' la vittoria del presidente Rossiello: ambizioso, cordiale, solare. Solo una mente cosi illuminata poteva rendere grande una città che, per anni, ha vissuto all'ombra del capoluogo Bari. E forse, chi lo sa, proprio da quella vittoria storica in Coppa Italia qualcosa è cambiato: la consapevolezza del poter passare da cenerentola a grande squadra nel tempo. E' il giusto coronamento del progetto Omnia, che ha ridato dignità al calcio cittadino. Nel 2008 si pensava, all'indomani del ko nei playoff col Barletta, che sognare ancora la C2 sarebbe stato impossibile. Che quel terzo posto finale - in principio primo, per parecchie giornate - era uno di quei treni che mai più sarebbe potuto passare. E invece no: chi lo ha pensato si è sbagliato. 

E' la rivincita di mister Roberto Taurino: un anno fa aveva provato a far sognare il Nardò, ma il suo addio fu piuttosto malinconico. Lacrime amare che ora saranno lacrime di gioia: la sua scommessa è stata vinta. Oltre gli schemi perfetti, oltre le tattiche di qualità, c'è anche il carattere, la personalità, la psicologia. Un valido motivatore, capace di tenere compatto e concentrato il gruppo fino alla fine. Può essere un trampolino di lancio questo anche per lui. Meriti che vanno estesi anche al direttore Rubini ed a tutta la dirigenza. 

Ma soprattutto, questo salto di categoria, è il riscatto di una città. L'immagine migliore di una Bitonto che cresce, che sa guardare al futuro con il sorriso. Una città che della storia, dell'arte e della cultura ne ha sempre fatto un vanto. Ora mancava solo il calcio. E' una forma di riscatto sociale per una città di sessantamila abitanti che può crescere e migliorarsi, giorno dopo giorno. I bambini di oggi possono sognare ad occhi aperti quel blasone che i loro padri, per anni, hanno sognato e rivendicato. Sarà la Serie C di tutti coloro che hanno sempre avuto a cuore le sorti di questi colori. Dai Bitonto, Continua a Cantare. 

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