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INTERVISTA TCP - Manduria, Caruso: "Inizio strano, meritavamo di più. Lo stop un dramma..."

di Vito Salvatore Di Noi
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Nicholas Caruso
Nicholas Caruso
© foto di Chiara Masilla

I 21 gol stagionali in Promozione con l’Ostuni, l’approdo in D alla Fidelis Andria, il ritorno in Eccellenza a Manduria: tre tappe ravvicinate nella carriera di Nicholas Caruso, attaccante classe ’95, attualmente in forza alla formazione messapica, ma altresì fermo (al pari dei suoi colleghi dall’Eccellenza in giù) causa emergenza sanitaria.

Ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com, la punta nativa di Monopoli ha così commentato lo stop forzato che, finora, ha riguardato i campionati regionali:
“Stiamo rivivendo la situazione di qualche mese fa, non se ne può più, stiamo vivendo un dramma. Ognuno di noi prova a tenersi in forma svolgendo sedute di allenamento in forma individuale, ma è risaputo che il calcio sia tutt’altra cosa: il nostro auspicio è di ricominciare il prima possibile, ma purtroppo le possibilità che ciò avvenga sono abbastanza remote, almeno in virtù degli ultimi eventi”.

Trapela un certo pessimismo da parte sua, anche se è pensiero comune che le date fissate dal CR pugliese in termini di ripresa risultino, ad oggi, abbastanza difficili da seguire.
“Ripeto, noi ci auguriamo di ricominciare realmente ad allenarci agli inizi di dicembre e di scendere in campo già a gennaio, però purtroppo temo che le date possano slittare ulteriormente. Questa era una situazione ampiamente preventivabile, ma al contempo in queste categorie è impossibile attuare il protocollo dei professionisti. Non a caso anche la Serie D, che è già un campionato nazionale, sta incontrando delle difficoltà”.

Qual è il suo pensiero, anche in relazione del rocambolesco pari contro il Maglie e di una gara in meno all’appello, in merito all’inizio di stagione del Manduria?
“Posso definirlo un inizio un po’ strano: si è creata una squadra tutto sommato nuova che, a pochi giorni dall’inizio del campionato, è stata affidata a mister Serio che io, essendo stato alle sue dipendenze a Ostuni, conosco già. Si tratta di un allenatore a cui piace molto giocare a viso aperto, ma naturalmente per far passare le proprie idee necessita del giusto tempo. Nell’ultimo match giocato, quello contro il Maglie, meritavamo di vincere: purtroppo così non è stato e siamo ancora rammaricati, anche se eravamo sulla strada giusta per centrare il primo successo stagionale”.

A livello personale, invece, si è ritrovato in Eccellenza dopo aver assaporato la Serie D ad Andria.
“A livello psicologico non è stato affatto semplice: purtroppo non mi è stata concessa la possibilità di confrontarmi con la Serie D, ma dopo un iniziale smarrimento ho subito ripreso a lavorare ancor più carico di prima per dimostrare il mio valore. L’inizio di stagione, personalmente, non è stato dei più semplici: mi sono infortunato dopo una sola settimana dal mio arrivo a Manduria, tant'è che ho saltato le gare di Coppa e sono rientrato alla prima di campionato in una condizione non ancora ottimale. Ero in netta ripresa, invece quanto accaduto da ottobre in poi ha nuovamente bloccato tutto".

Qual è il suo rapporto con la piazza di Manduria e, più nel dettaglio, con lo spogliatoio biancoverde?
“A Manduria ho trovato un ambiente bellissimo, si può dire che si tratta di una grande famiglia e sono stato accolto nel migliore dei modi. É una piazza che ha fame di calcio. A livello di spogliatoio, ci sentiamo quotidianamente: insieme ai miei compagni stiamo seguendo un programma fornitoci dallo staff, con la speranza di riprendere il prima possibile”.

“Chiosa finale sul rapporto con suo fratello Gabriele, seconda punta del Matino.
“Mio fratello è una seconda punta classe ’01 di proprietà del Monopoli, che però ha già maturato un anno di esperienza in Eccellenza a Trani: ora milita nel Matino dove, tra Coppa e campionato, ha segnato un gol e realizzato tre assist. Molti ci paragonano, ma siamo diversi. Abbiamo però un desiderio comune, quello di giocare insieme”.

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